All'inizio la cosa predominante era l'estrema insicurezza in me stessa. Uscivo da un periodo molto difficile e sentivo dentro una voragine, un vuoto infinito. Cercavo una persona che mi aiutasse a vedere quel buco, a dargli una forma, a capire da dove nasceva.
Dovevo ricominciare tutto: riprendere in mano la mia professione, tornare indipendente da sola con i miei tre figli, ricostruirmi una realtà che mi desse anche gratificazione.
La cosa che mi ripetevi più spesso era: inizia a fare, inizia. Me lo ripeto ancora, perché nei momenti di blocco ho in mente te che mi dici fallo, e poi ne parliamo.
Guardandomi indietro vedo una me che continuava a cambiare direzione, faceva mezzo passo e tornava indietro. Adesso vedo strade più delineate davanti a me, molto affini al mio modo di essere. Sto riuscendo a dare di più, e insieme a questo mi arriva anche più lavoro, più richieste e più opportunità.
Avevo un coperchio sulla testa gigante. Adesso che l'ho tolto, prima di tutto voglio essere soddisfatta io.